

Scheda.
Le persecuzioni contro i cristiani (A).
Perch le persecuzioni

Le persecuzioni contro i cristiani durarono quasi trecento anni,
un tempo lunghissimo. Dato che i Romani erano tutt'altro che
intolleranti e l'esperienza politica aveva loro insegnato che 
sempre un grave errore andare contro le credenze dei popoli
sottomessi, sorge inevitabile la domanda: Perch si accanirono
tanto contro i cristiani?. La risposta  complessa. Certamente
era ben presente nei Romani un atteggiamento di disprezzo verso
popoli giudicati inferiori, come gli Ebrei (i cristiani furono
considerati a lungo una setta ebraica). E questo atteggiamento era
condizionato da molti pregiudizi, come appare evidente negli
scritti di Tacito (ad esempio negli Annales, quindicesimo, 44,
dove egli narra la prima persecuzione - quella di Nerone - contro
i cristiani, o in quella parte delle Historiae, V, 2-13, dove egli
narra degli Ebrei). Infine una citt, che aveva dedicato un tempio
a tutti gli di (Pntheon), non poteva che avere diffidenza e
ostilit verso una religione che professava la fede in un Dio
unico, con l'esclusione di tutti gli altri. In seguito i Romani
avvertirono nel comportamento dei cristiani un pericolo per lo
stesso thos di Roma, che si fondava anche su un processo di
divinizzazione della citt e delle sue istituzioni, iniziato ai
tempi di Augusto: i cristiani si rifiutavano di rendere i dovuti
atti di culto a Roma e all'imperatore, e questo gesto era
considerato un'aperta ribellione.
I cristiani si ispiravano direttamente al Vangelo (Date a Cesare
quello che  di Cesare e date a Dio quello che  di Dio, Matteo,
22, 21) e l'apostolo Pietro non esitava ad affermare: Bisogna
ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini (Atti, 5, 37; 4, 19).
Questa concezione del potere, che suggeriva una radicale
separazione fra religione e politica e che era contraria a tutta
la tradizione del mondo antico, trovava una ulteriore conferma
nelle parole dall'apostolo Paolo: Non c' autorit se non da Dio
(Epistola ai Romani, 13, 1-7).
Il cristiano poteva - e doveva - ubbidire al potere politico ed
essere un bravo suddito; a condizione per che si mantenessero ben
distinte la sfera religiosa e quella politica. I cristiani non
solo rifiutavano la divinizzazione di una citt (Roma) o di un
uomo (l'imperatore), ma sostenevano anche la distinzione fra il
potere dello Stato e quello di Dio, favorendo una radicale
desacralizzazione del potere politico, che Roma non poteva
accettare. Cos i cristiani furono considerati una setta
pericolosa; di conseguenza furono sempre mal tollerati e spesso
perseguitati.
In quanto buoni cittadini, essi ritenevano di avere il diritto di
essere accettati fra i sudditi dell'impero e si lamentavano di
essere perseguitati da un potere politico che non li conosceva, n
li comprendeva. Nel 197 Tertulliano present all'imperatore
Settimio Severo la sua opera Apologeticum, scritta per far
conoscere la dottrina cristiana direttamente ai vertici del potere
imperiale

